Dopo la Brexit servirà un visto per entrare nel Regno Unito?

Dopo la Brexit servirà un visto per entrare nel Regno Unito?

Articolo di Juli Piscedda (Londra solo Andata)

Cosa cambierà dopo la Brexit? Basterà la carta d’identità o sarà necessario il passaporto per entrare nel Regno Unito? Oppure sarà necessario richiedere il visto? Queste sono solo alcune delle domande che ogni giorno numerosi lettori mi pongono. Risiedo a Londra dal 2013. Anche se adoro viaggiare e il mio lavoro di freelance mi porta spesso fuori sede, il mio cuore è rimasto a Londra. Sul mio blog, ho trattato di recente un articolo sulla Brexit, che non a caso è stato uno dei più letti. E non è difficile immaginare il perché.

Questa situazione di incertezza e instabilità incute timore in studenti, famiglie e professionisti che ambiscono a Londra.  E non è un caso. Da sempre la capitale britannica è considerata la New York d’Europa, grazie alle sue innumerevoli opportunità di studio, di lavoro e di svago. Per non dimenticare l’atmosfera internazionale che si respira e la sensazione che tutto ma proprio tutto sia possibile.

Londra è nota per le sue infinite opportunità a prescindere da sesso, genere, etnia ed età. Londra è la città che non dorme mai e che, sembra irrefrenabile. Londra è ribellione e innovazione. Qua sono nati i più grandi movimenti musicali, storici e le mode che hanno ispirato migliaia di giovani, per generazioni. Londra è stata più volte al centro della storia. Si pensi al suo importante ruolo coloniale, alla rivoluzione industriale o all’invenzione del trasporto o della stampa.

Anche questa volta si presta ad essere un grande palcoscenico internazionale per un altro evento che segnerà la storia: la sua rottura con l’UE. Ma si può davvero credere che questa sia la fine della capitale e del Regno Unito? Come farà una macchina così veloce e brillante a fermarsi? È arrivata al capolinea? Sembra davvero difficile crederlo.

E allora in questo articolo, il mio obiettivo è, per quanto sia possibile, fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Ciò che è certo è che per il Regno Unito e l’Europa, c’è una data da segnare sul calendario: il 31 ottobre 2019. Infatti, dopo un lungo periodo di negoziazione, capeggiato dall’ex Primo Ministro Theresa May, da Downing Street arrivano alcune indiscrezioni che mettono a rischio la libera circolazione dei viaggiatori europei. Sembra quasi certo che con un no-deal, la mancanza di un accordo con l’UE, la liberazione circolazione dei turisti europei potrebbe cessare. Parola di Boris Johnson, nuovo Primo Ministro britannico.

Ciò nonostante, viaggiare nel Regno Unito dopo la Brexit non sarà impossibile. In questo articolo, ho raccolto tutto quello che c’è da sapere su un evento che passerà alla storia.

Secondo quanto si apprende dalla stampa e dalle istituzioni britanniche, Johnson ha affermato che in caso di no-deal, saranno introdotte delle leggi che limiteranno gli ingressi nel Paese. In quel caso, dal 1° novembre 2019, per entrare nel Paese, i viaggiatori potrebbero dover richiedere un visto.

Ma quali saranno i cambiamenti nei trasporti?

Photo by Ashim D’Silva on Unsplash

Arrivare nel Regno Unito

Easyjet, compagnia low cost britannica, ha rassicurato i propri passeggeri annunciando che l’azienda continuerà a collegare i Paesi europei con il Regno Unito, anche dopo la Brexit, almeno fino al 31 dicembre 2020. Notizia che è stata confermata dalla Commissione Europea e il governo britannico .

Quali documenti saranno necessari?

Sul sito dell’Ambasciata italiana di Londra si legge che, per periodi di soggiorno inferiori ai 3 mesi, basterà possedere un valido passaporto o di una carta di identità elettronica. Perlomeno fino al 31 dicembre 2020.

I viaggiatori in possesso di un passaporto, potranno utilizzare gli e-gates per semplificare l’ingresso nel Paese.

Dopodiché non si ha la certezza che di cosa succederà. Per coloro che intendono soggiornare un periodo superiore ai 3 mesi, dovranno richiedere un Temporary Leave to Remain all’Home Office, una volta raggiunto il territorio britannico.

Domanda che andrà inviata entro 90 giorni dall’ingresso in UK. In questo modo, sarà possibile soggiornare nel Paese, per motivi di lavoro o studio, per un periodo inferiore ai 36 mesi senza possibilità di proroga.

Vacanze estive 

Di fronte a questo periodo di incertezza e instabilità, arriva la risposta di VisitBritain, ente di promozione turistica della Gran Bretagna. L’ente ha infatti stanziato circa 2 milioni di sterline in vista della stagione estiva 2020. Dato che gran parte dei turisti arriva dell’UE, cresce il timore di un possibile calo dei flussi in entrata.

Niente più roaming

Se si decidesse per un no-deal, il 31 ottobre 2019, potrebbe cessare il servizio roaming dei dati mobili. Se ciò dovesse concretizzarsi, la soluzione sarà quella di rivolgersi al proprio operatore telefonico in modo da conoscere eventuali addebiti. Per restare aggiornati sulle ultime notizie, continuate a consultare il mio blog Londra Solo Andata e i canali istituzionali dell’Ambasciata italiana e del governo britannico.

 

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