Due assistenti di volo da Roma a Edimburgo, una scelta di vita

Due assistenti di volo da Roma a Edimburgo, una scelta di vita

Ecco l’intervista a Valeria, che mi sono divertita tantissimo ad ascoltare via audiomessaggi di Whatsapp e alla quale ho chiesto solo alla fine la provenienza, intuendo dal suo accento camaleontico di avere origini campane.
Infatti: nata a Benevento, ha poi vissuto in provincia di Taranto, università a Lecce, e dopodiché iniziando a lavorare con Ryanair ha vissuto prima a Luton (Londra), Roma Ciampino ed infine a Edimburgo, ma in procinto di tornare in Italia, Bologna, che non conosce. Premessa: rimarrebbero volentieri a Edimburgo.

Benvenuta Valeria, presentati!

Sono Valeria Allegretti in arte Smith, sono un’assistente di volo Ryanair “sulla carta” anche se ora sono in maternità con dimissioni firmate qualche giorno fa, quindi ufficialmente non sarò più assistente di volo a fine marzo. La decisione è dovuta al fatto che anche il mio compagno vola e abbiamo una bambina di un anno e mezzo, pertanto le cose non sono compatibili non avendo famiglia qui Edimburgo che ci possa aiutare.

I costi della nursery sono estremi e soltanto da qualche giorno riusciamo a mandarla part time solo tre mattine a settimana ed in ogni caso è costosissimo.

Infatti la premessa di questa intervista è che comunque il mese prossimo andremo ad abitare a Bologna, dove abbiamo ottenuto trasferimento da Ryanair e dove abbiamo possibilità di fare base per avvicinarci alle famiglie. Questo anche perché per il lavoro che facciamo, pur facendo tante amicizie, si tratta sempre di colleghi che prima o poi vengono dislocati in altre sedi, e non avremmo avuto mai amicizie stabili.

Mia madre dall’Italia sta già aggiornando le domande per l’insegnamento nelle scuole pubbliche perché ho una laurea in lingue e letterature straniere (laurea magistrale con specializzazione nella traduzione lingue moderne e traduzione letteraria) ed avendo studiato inglese e spagnolo in teoria posso insegnare nelle scuole medie e superiori anche se la cosa mi mi spaventa e non mi entusiasma troppo.

Infatti ho sempre cercato di evitare questa strada ma mia madre, assistente di segreteria e mia sorella insegnante mi spingono verso questa direzione che forse non è troppo da escludere.

Da quanto tempo vivete a Edimburgo e dove?

Da agosto 2017 siamo in questa casa e ci troviamo benissimo. La zona, come dico io, è “servita e riverita” dai mezzi nel senso che è veramente collegata benissimo sia con il tram a cinque minuti e l’autobus altrettanto. La casa non è sulla strada principale Corstorphine road ma una stradina interna e ciò rende questa casa molto silenziosa e molto tranquilla, immersa nel verde, con un grande giardino avanti e dietro, bellissimo! Molto ben collegato con il centro e con l’aeroporto si raggiunge facilmente qualsiasi cosa e questa location permette anche delle belle passeggiate (certo, tempo permettendo visto le bufere di questi giorni) e permette comunque di arrivare a piedi e in città.

foto di Ross Sneddon su Unsplash

Perché avete scelto proprio Edimburgo?

Prima di Edimburgo vivevamo a Roma e ce ne siamo scappati dal caos, dalle ore sprecate sul raccordo nel traffico, dall’infelicità che quella città ci dava, dallo stress che producevamo e che vivevamo. L’idea di mettere su famiglia in una città come Roma ci faceva girare la testa e nonostante il mio compagno sia di Roma e la sua famiglia sia di lì, l’iniziativa è stata proprio sua. Si può dire sia un romano atipico che odia Roma!

Siamo stati a Edimburgo in vacanza, lui realtà con Ryanair conosceva abbastanza bene la Scozia e si è innamorato di Edimburgo già da prima. Un giorno mi ha proposto di venire a vivere qui ma vista la mia precedente esperienza a  Luton-Londra che è uno degli aeroporti che entra nella top 3 dei posti più malfamati del Regno Unito, inizialmente gli ho detto: “no assolutamente no non si può fare”.

Infatti avevo giurato che non sarei mai più tornata nel Regno Unito e men che meno a viverci, quindi quando il mio compagno Matteo mi ha proposto Edimburgo ho avuto un attacco di panico. In realtà per fortuna ho scoperto che la Scozia non è come in Inghilterra e che si vive molto meglio, la gente è molto più cordiale, è molto più verde e molto più tranquilla e più lenta, e come città e mi è piaciuta tantissimo.

Foto di Walkerssk da Pixabay

Quali sono le difficoltà maggiori  che avete incontrato?

Una grande difficoltà che abbiamo avuto è stata causata dal fatto che ci siamo trasferiti a Edimburgo ad agosto che è il periodo del Fringe Festival ed è impossibile trovare una casa che sia soprattutto pet friendly. Oltretutto le agenzie ti danno un appuntamento insieme ad altre quindici persone che vogliono vedere la casa. Se ti va bene vieni, se no ti arrangi.

Alla fine abbiamo trovato a 700 pound una double bedroom unfurnished (solo cucina, lavatrice e frigo, un armadio a muro e poco altro)

Per quanto riguarda il resto invece è stato tutto tutto molto liscio, lineare, per quanto concerne la burocrazia veramente con un clic fai qualsiasi cosa. Inoltre ci siamo adattati subito, abbiamo moltissimi amici e stranieri come noi in terra straniera. Conosco pochi scozzesi, qualcuno a lavoro, però non sono riuscita a socializzare, anche tra i gruppi delle mamme e corsi pre parto, ludoteche e quant’altro ho riscontrato una certa cortesia ma diffidenza da parte delle mamme scozzesi.

Cosa consiglieresti ai professionals che intendono trasferirsi?

Secondo me è fondamentale “accontentarsi” all’inizio perché molta gente parte col presupposto di trovare il  lavoro della propria vita subito magari non avendo neanche troppe competenze linguistiche.

E’ normale che tu debba fare gavetta in un paese che non è il tuo magari con una lingua che non è tua. Poi nulla toglie che venga un ricercatore con un’altissima competenza linguistica nonché competenze nel suo campo e trova immediatamente lavoro, però bisogna un attimo essere realisti secondo me perché è la stessa cosa nel nostro paese se non peggio. Viene una persona da fuori da qualsiasi paese non parlando bene la lingua e lo mettiamo a fare il medico? Non credo, perché un medico debba avere credito deve avere una competenza linguistica tale da permettergli di non commettere errori.

Il tuo punto di vista sulla Brexit?

Bella domanda! A questo punto prima ti trasferisci e meglio è, prima del 31 dicembre 2020. Secondo me comunque si migliorerebbero le condizioni di vita, questo però dipende dalle situazioni personali, perché se uno viene da un paesino in cui non riesce a trovare nulla a quel punto sinceramente qui ci sono più possibilità. Se però lasci un lavoro buono con il sogno come dicevo prima ti può andare bene come può andare male.

Cosa consiglieresti a chi desidera cambiare vita e venire a Edimburgo?

Forse è un consiglio che non vale solo per Edimburgo ma vale per chiunque si sposti all’estero ed è: cercare di adattarsi e di ritrovare la propria dimensione rispettando le usanze del posto cercando di mettersi in discussione perché se tu, faccio l’esempio pratico, parti dall’Italia con il presupposto di andare a mangiare in un ristorante italiano qui e mangiare la stessa carbonara che mangi a Roma, stai a casa tua!

Così come non capisco chi va anche soltanto in vacanza e va a mangiare al ristorante italiano. Cazzarola prova, sperimenta, confrontati con realtà diverse perché secondo me è solo così che si cresce!

Poi si si tende ovviamente a fare gruppo tra italiani all’estero o tra stranieri, però io il consiglio che forse mi sento di dare è quello di non escludere la possibilità di avere contatti esterni. Recentemente parlavo con una mamma che sta a Liverpool e diceva “io non esco da casa perché non lo capisco quando parlano perché parlano con un accento strano” Vero, ma se non ti tuffi non lo capirai mai, quindi il mio consiglio è cercare di fare vita sociale il più possibile fuori, uscire dalla propria zona di comfort perché non sei più a casa. Ecco il top tip quando si va a vivere all’estero è aprire la mente e cambiare la prospettiva.

Grazie Valeria!

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